
Taranto, S. Antonio, ex complesso monastico.
La chiesa e il convento sorgevano extra moenia, ed erano in origine circondati dai giardini di S. Antonio “alla Spartitora” e di S. Antonio “sotto il monastero” che facevano parte dell’originaria donazione dell’ Orsini. La chiesa presentava una facciata monocuspide simile a quella di San Pietro Imperiale a Taranto, con grande rosone a raggiera e sculture in alto .
Il complesso conserva un chiostro con quattro porticati su grandi colonne che reggono archi. Fondata da Giovanni Antonio Orsini del Balzo nel 1447, la chiesa presentava un interno a croce latina con una sola grande navata, scandita da cappelle laterali e tetto in legno. Il convento fu terminato nel 1448 e tale data segna l’inizio dell’insediamento a Taranto dei frati della Regolare Osservanza. Merodio nella Istoria Tarentina descrive il sito: “ sopra una collina molto vaga che sovrasta al mar piccolo antico porto della città. Nel XVII secolo iniziano i primi lavori di ampliamento dell’edificio: si interviene sul convento e costruiscono scarpate murarie per consolidare l’edificio sorto su fondamenta argillose.
Dopo la soppressione degli istituti religiosi e esser passato al pubblico demanio, nell’ultimo quarto del XIX secolo il complesso venne infine trasformato in carcere. Ora il convento, proprietà della Soprintendenza Nazionale per il patrimonio Culturale Subacqueo, ospita la sede operativa di restauro e archivio.
Riferimenti bibliografici:
Archivio Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo
http://db.histantartsi.eu/web/rest/Edificio/839
Didascalia immagine in evidenza: Chiostro interno
Foto: Dante Sacco