Con il Decreto 8 ottobre 2021, n. 346 adottato dal Ministero della Cultura di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze recante “Criteri e modalità di gestione e di funzionamento del Fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico di cui all’articolo 65-bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106” si sono forniti i criteri e le modalità di gestione e funzionamento del Fondo per il restauro istituito con il Decreto Legge n. 73/2021. In particolare, sono stati individuati le modalità di accesso e riconoscimento del credito d’imposta alle persone fisiche di cui all’articolo 2 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), che detengono a qualsiasi titolo gli immobili di interesse storico e artistico soggetti alle disposizioni di tutela di cui al D.Lgs. 42/2004, per le spese sostenute negli anni 2021 e 2022 per interventi, autorizzati ai sensi dell’articolo 21 del predetto Decreto, di manutenzione, protezione e restauro.
Il credito d’imposta di cui all’articolo 65-bis del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73 è riconosciuto nella misura del cinquanta per cento dei costi sostenuti dai richiedenti per gli interventi conservativi realizzati negli anni 2021 e 2022, fino a un importo massimo complessivo di 100.000 euro per ciascun immobile e comunque nel limite di spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, fino ad esaurimento delle risorse disponibili in ciascun periodo di imposta.
Le istanze, debitamente compilate e sottoscritte digitalmente dal richiedente, dovranno essere inviate all’indirizzo pec fondorestauro@mailcert.beniculturali.it dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa per la realizzazione dell’intervento.
Si riporta di seguito uno schema riepilogativo della documentazione da allegare all’istanza:
- Domanda in carta da bollo compilata con l’indicazione delle generalità, della residenza e del codice fiscale del richiedente, sottoscritta digitalmente;
- Estremi del provvedimento di tutela;
- Copia del provvedimento di autorizzazione del progetto di restauro, rilasciato ai sensi dell’art. 21 del D. Lgs. 42/2004;
- Dichiarazione di assenza contributi o contributi goduti. Dichiarazione dei contributi pubblici o privati goduti, riferiti ai lavori oggetto della richiesta e dei relativi importi;
- Dichiarazione di inizio e di fine dei lavori a firma dall’architetto DD.LL.;
- Consuntivo di spesa giurato a firma dall’architetto DD.LL., con l’indicazione degli interventi realizzati al 31/12/202_ (in forma di computo metrico estimativo redatto sulla base di prezzari ufficiali ed eventuale analisi dei prezzi);
- Elenco delle lavorazioni, ciascuna con il relativo costo, per le quali si chiede il credito d’imposta a firma dall’architetto DD.LL.;
- Documentazione fotografica a consuntivo.
Si rammenta che Il credito d’imposta non è cumulabile con qualsiasi altro contributo o finanziamento pubblico e con la detrazione prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera g), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
Ulteriori informazioni sul sito del Ministero della Cultura